L’altra verità

AFFICHE_ROUTE_IRISH_WEBKen Loach è distinto dai suoi film di denuncia sociale.

Questa volta è la volta del mondo dei contractor, i mercenari, che sono manipolati e manipolano.

Il film è buono, ben recitato e con una storia ed un mistero da risolvere. Si riconosce lo stile giornalistico del regista che tramite il suo protagonista costruisce un pezzetto alla volta la sordida vicenda. Attori molto bravi ma il finale è un poco frettoloso e confuso con il risultato che non convince molto.

 

 

Ip man the final fight

I film della serie Ip Man sono più che dignitosi: oltre che dalle sane mazzate sono caratterizzati da una buona storia di contorno ed una certa attenzione nella ricostruzione degli eventi storici.

imagesQuesto ulteriore capitolo sul Wing Tsung è fatto discretamente. In particolare c’è molta più attenzione alla storia che ai combattimenti che non sono molto curati ed esagerano nell’utilizzo dei “fili invisibili” con mosse che sembrano scene di Matrix.

Code Red

05096268e8061073cf70a6deaf453d43Code Red è l’ennesimo film di zombie low cost o indie che si voglia dire.5601

Contrariamente alle altre decine di film che escono ogni giorno questo è quasi guardabile perchè il regista parrebbe in gamba con la macchina da presa e riesce a creare la massima atmosfera dai buoni vecchi zombie radioattivi.

Ah, avvertiti questi zombie corrono …

L’uomo che amava le donne

Mi ricordo di aver visto questo film più di quindi anni fa, allora ero poco più di un ragazzo, ma mi colpì lo stile di un regista che descriveva una persona che io ritenevo sgradevole in maniera tutt’altro che tale.
Quello che mi diede da pensare a suo tempo era la capacità di parlare di un uomo il cui unico scopo fosse portare a letto una donna in maniera così delicata e profonda.
Rivisto l’altra sera ci ho ripensato e sono sempre più convinto che Truffaut sia stato un grandissimo comunicatore di emozioni.

L’areo più pazzo del mondo sempre più pazzo

Seguito del bellissimo  “aereo più pazzo del mondo” tiene testa all’originale con le sue battute demenziali e situazioni assurde.

Fa parte dei film che, da bambino, idolatravo e che rivisto da grande ho, in parte, ridimensionato anche se qualche grassa risata è riuscita a strapparmela comunque.

Si sente la mancanza però di Leslie Nielsen.

 

Koyaanisqatsi

E’ un documentario senza parole con una serie di immagini di panorami di luoghi, eventi naturali e città.
L’ho iniziato a vedere con un certo scetticismo ma alla fine le immagini mi hanno catturato e l’ho seguito fino alla fine con il suo alternarsi di sprazzi ipnotizzanti.
Non ha un significato chiaro e la sua interpretazione è lasciata allo spettatore ma da quel che ho carpito si lascia intendere allo spettatore come l’uomo turbi la natura che se fosse vissuta in maniera sostenibile non verrebbe danneggiata nè si ribellerebbe, come nella sequenza finale.

The expendables

Vedere questa pellicola mi ha riempito di tristezza verso “i mostri sacri” dei film di azione degli anni ottanta.

Non perchè sembrino delle statue di cera, perchè già negli anni 80 lo erano ma perchè la storia è di una banalità disarmante e mortalmente noiosa.

L’unica scena valida è il cameo di Arnold Schwartenegger che fa la sua comparsa prendendosi gioco di Stallone per rifiutare una missione ed essere tacciato di essere in gara per diventare presidente degli stati uniti.

Non merita la visione.

Effetto notte

Film che parla delle vicende che accadono mentre si gira per il cinema, ad i suoi protagonisti.

E’ un altro film del “grande comunicatore” Francois Truffaut in cui le vicende dello staff che sta dietro alla realizzazione di un film per il cinema  si intersecano le una nelle altre e spesso in piani narrativi paralleli.

Guardando infatti “Effetto notte” ho riconosciuto uno stile alla Altman reso più lieve dalla delicatezza con cui si sfiora la psiche dei suoi protagonisti. E così la storia procede tra i drammi di cuore e quelli della vita con maestria e senza calcare mai la mano.

 

Il pensionante

E’ considerato il primo film di Hitchcock classe 1926 ed infatti è un film muto.

Visto ai tempi di oggi risente un poco dell’età ma si notano già l’estro e l’abilità del maestro. Ad esempio per creare suspance e far vedere che il probabile assassino si muove al piano superiore si mostra il lampadario che oscilla visto che ancora non esisteva il sonoro. In altri casi si mostra il pensionante che cammina su un pavimento trasparente riprendendolo dal basso per mostrare il nervosismo che lo permea.

Insomma si nota come il regista cerchi di arricchire la trama avvalendosi non solo delle doti artistiche recitative ma di veri e propri artifizi tecnologici per mostrare la storia da varie angolature, un poco come si cerca di far oggi con il cinema 3D (ma purtroppo ci si impegna poco nella trama).

Solomon Kane

Ho visto il film senza alcuna aspettativa ed ovviamente il risultato è stato quello immaginato: film sciatto senza alcuna scintilla di originalità o di trama alcuna. D’altra parte poco mi sarei aspettato da una trama fantasy ambientata in una epoca puritana il cui protagonista, uno spadaccino che combatte con 2 lame, sconfigge le varie manifestazioni del demonio. Il fatto che il personaggio ruotasse intorno ad un ciclo di romanzi dello stesso autore di Conan il Barbaro aveva suscitato il mio interessa ma qui siamo ad una distanza abissale dai bei film di John Milius interpretati dal (fisico) carismatico di Arnold Schwartzenegger. Questo film non è altro che un insieme di combattimenti senza arte ne parte con nemici mezzo-demoni che si sono già visti in diecini di altri film altrettanto brutti. Sono sicuro che da qui a un paio di settimane il ricordo di questo film sarà nebuloso come la sua stessa trama.