L’altra verità

AFFICHE_ROUTE_IRISH_WEBKen Loach è distinto dai suoi film di denuncia sociale.

Questa volta è la volta del mondo dei contractor, i mercenari, che sono manipolati e manipolano.

Il film è buono, ben recitato e con una storia ed un mistero da risolvere. Si riconosce lo stile giornalistico del regista che tramite il suo protagonista costruisce un pezzetto alla volta la sordida vicenda. Attori molto bravi ma il finale è un poco frettoloso e confuso con il risultato che non convince molto.

 

 

20 sigarette

20 sigarette è un bel film autobiografico che parla dell’attentato di Nasiriyya visto dagli occhi di un giovane aiuto regista che si trovò nel mezzo del tragico evento.

20_sigarette_10--400x300 Ho apprezzato lo stile con cui è girato: asciutto, non retorico e con un buon ritmo.

L’argomento narrato è ovviamente drammatico ma l’autore ha diretto la storia rendendola interessante e non, come ci si potrebbe aspettare, deprimente. 205650359-a84943cd-df04-442b-9a91-18ff7fd8cdb7Non ci sono luoghi comuni e neppure giudizi ed infatti più che un film sembra un documentario senza che però non venga emanata lo stile sobrio e tagliente del regista.

Molto bravo il protagonista ed anche Carolina Crescentini, da me conosciuta per il ruolo strepitoso in Boris.

Insomma una buona visione, interessante ed avvincente.

 

Ip man the final fight

I film della serie Ip Man sono più che dignitosi: oltre che dalle sane mazzate sono caratterizzati da una buona storia di contorno ed una certa attenzione nella ricostruzione degli eventi storici.

imagesQuesto ulteriore capitolo sul Wing Tsung è fatto discretamente. In particolare c’è molta più attenzione alla storia che ai combattimenti che non sono molto curati ed esagerano nell’utilizzo dei “fili invisibili” con mosse che sembrano scene di Matrix.

Code Red

05096268e8061073cf70a6deaf453d43Code Red è l’ennesimo film di zombie low cost o indie che si voglia dire.5601

Contrariamente alle altre decine di film che escono ogni giorno questo è quasi guardabile perchè il regista parrebbe in gamba con la macchina da presa e riesce a creare la massima atmosfera dai buoni vecchi zombie radioattivi.

Ah, avvertiti questi zombie corrono …

Pallottole cinesi

 

t41QyJPDM6azKBUFHTXMvEznp0yPallottole cinesi, uno dei pochi casi in cui il seguito è meglio.

Il seguito è 2 cavalieri a Londra.

Strano di solito i film con Jackie Chan piacciono perché, come ho detto più volte è il Bud Spencer delle arti marziali solo più agile e meno minaccioso.premium-cinema-comedy_pallottole-cinesi

Questa volta però il film è noioso, la trama è incastrata malissimo e non si riesce a fondere bene il mondo orientale con le sue regole a quello polveroso del West: la coppia è tenuta insieme con una serie di forzature e il film risulta troppo costruito per essere semplicemente divertente.image2

Il cattivo è poco caratterizzato e la bellissima Lucy Lyu è lì come una pera cotta ad aspettare di essere salvata. Essendo abituati a vederla in Kill Bill è una grossa delusione.

Gli stagisti

Film leggero che è un vero e proprio omaggio al mondo di Google. I suoi protagonisti infatti cercano di trovare lavoro nel mondo competitivo del motore di ricerca più famoso che ci sia. TheInternship_Google_Cover_2120X1192E’ un film per famiglie che ha per interpreti Owen Wilson e Vince Vaughn con tanto di pistolotti e frasi fatte che tanto fastidio danno (a me); devo comunque riconoscere che è ben costruito (i riferimenti tecnologici sono sempre corretti e non buttati lì) e potrebbe piacere perchè rilassante e senza troppe pretese.

L’uomo che amava le donne

Mi ricordo di aver visto questo film più di quindi anni fa, allora ero poco più di un ragazzo, ma mi colpì lo stile di un regista che descriveva una persona che io ritenevo sgradevole in maniera tutt’altro che tale.
Quello che mi diede da pensare a suo tempo era la capacità di parlare di un uomo il cui unico scopo fosse portare a letto una donna in maniera così delicata e profonda.
Rivisto l’altra sera ci ho ripensato e sono sempre più convinto che Truffaut sia stato un grandissimo comunicatore di emozioni.

L’areo più pazzo del mondo sempre più pazzo

Seguito del bellissimo  “aereo più pazzo del mondo” tiene testa all’originale con le sue battute demenziali e situazioni assurde.

Fa parte dei film che, da bambino, idolatravo e che rivisto da grande ho, in parte, ridimensionato anche se qualche grassa risata è riuscita a strapparmela comunque.

Si sente la mancanza però di Leslie Nielsen.

 

Koyaanisqatsi

E’ un documentario senza parole con una serie di immagini di panorami di luoghi, eventi naturali e città.
L’ho iniziato a vedere con un certo scetticismo ma alla fine le immagini mi hanno catturato e l’ho seguito fino alla fine con il suo alternarsi di sprazzi ipnotizzanti.
Non ha un significato chiaro e la sua interpretazione è lasciata allo spettatore ma da quel che ho carpito si lascia intendere allo spettatore come l’uomo turbi la natura che se fosse vissuta in maniera sostenibile non verrebbe danneggiata nè si ribellerebbe, come nella sequenza finale.

The expendables

Vedere questa pellicola mi ha riempito di tristezza verso “i mostri sacri” dei film di azione degli anni ottanta.

Non perchè sembrino delle statue di cera, perchè già negli anni 80 lo erano ma perchè la storia è di una banalità disarmante e mortalmente noiosa.

L’unica scena valida è il cameo di Arnold Schwartenegger che fa la sua comparsa prendendosi gioco di Stallone per rifiutare una missione ed essere tacciato di essere in gara per diventare presidente degli stati uniti.

Non merita la visione.