L’isola dei selvaggi

Leonida e Athor sono nella foresta ad attendere il ritorno dell’esploratore Alf.

Ad un tratto sentono un rumore e davanti a loro compare una donna giovane, dai tratti selvaggi ma piacevoli. A gesti fa capire loro di seguirla e dopo poco Leonida e Athor si ritrovano nel villaggio dei selvaggi dell’isola in cui avevano attraccato. Invitati a gesta a partecipare ad un banchetto, dopo il primo assaggio Leonida cade addormentato e Athor prontamente estrae la sua spada. Subito quattro giovani guerrieri estraggono le loro lunghe lance di bambù  ed a quel punto Athor decide di rinfoderare l’arma e assecondare gli indigeni.

Grazie ad una portantina con sopra Leonida i due vengono accompagnati attraverso la giungla fino a superare la spaccatura nella roccia ed il ponte di albero che collega il villaggio alla valle del gigante. Leonida, che si sta risvegliando, ed Athor vengono “abbandonati” nel territorio del gigante dopodiché la loro scorta ritira il ponte di albero e ritornano da dove erano venuti.

Prontamente i 2 elaborano un piano per non dover rimanere troppo a lungo nella terra del gigante: Leonida si cala nel crepaccio che è profondo ben 30 metri grazie alla sua corda magica allungabile. Giunto in fondo grazie alla sua magia inizia a modellare la terra per poter agilmente risalire il crepaccio ma è una procedura lenta e laboriosa e ci vorranno alcune ore.

Durante le lunghe ore Orlowitz si sente improvvisamente invischiato e per scoprire chi è che lo sta aggredendo lancia un incantesimo di luce diurna. In questo modo ottiene due scopi:

a) capisce che un ragno gigante lo sta per trasformare nel suo pranzo

b) essendo aracnofobico cerca di resistere alla sua paura riuscendosi

c) Athor riesce a vedere in fondo al crepaccio ed infila una freccia nel corpo chitinoso dell’insetto mettendolo in fuga.

Non più interrotto Leonida riesce a terminare il suo incantesimo, Athor si cala ma purtroppo cade ed anche se riesce a rallentare la caduta si ferisce. Ma il più è fatto: risalgono entrambi il crepaccio e tornano alla loro nave, decidendo se vendicarsi o meno.

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